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  Stenico, la chiesa di San Vigilio, 30 Settembre 2004
 
 

Per tali lavori occorsero 40 pertiche quadrate di tavolette di pietra rossa della cava di Castel Toblino. Nel 1853 venne posto in opera un nuovo pulpito, mentre negli anni 1864-1865 si procedette ad ampliare la sacrestia. Nel corso dell'anno 1871, ad opera del muratore Cobelli Francesco da Salò, furono ricavate due nicchie nella parete absidale per collocarvi le statue dei Santi Pietro e Paolo, donate alla Chiesa dalla famiglia de Corradi. La Chiesa e l'annesso campanile vennero tinteggiati a nuovo nell'anno 1907, ma purtroppo l'incendio, che il 4 aprile 1909 interessò due fabbricati ad essa adiacenti, procurò gravi danni a tutta la struttura. Si rese necessario quindi apportare nuovi interventi di restauro. Negli anni 1910-1911 si procedette al rifacimento dell'intonaco delle pareti danneggiate e all' esecuzione di nuovi ornamenti ad opera del pittore Chinatti. Nel 1912, l'architetto Livio Provasoli progettò le sei vetrate a colori della Chiesa che furono realizzate nel mede medesimo anno dalla Ditta C.Turcke di Grottau. Sulle due vetrate dell'abside sono raffigurati i Santi Rocco e Martino. Nel 1913 si procedette anche alla riparazione del campanile (intonaco, cella campanaria e cupola). Nel 1924 venne costruita la nuova porta principale della Chiesa dai falegnami Giacomo Pellegrini ed Annibale Armanini su disegno di Valentino Bosin di Trento, desunto dalla celebre porta della Chiesa dell'Inviolata di Riva. Nel 1932, dopo lunghi anni di attesa, finalmente furono poste sul campanile le nuove campane in quanto le precedenti erano state requisite negli anni 1916 e 1917 per motivi bellici.  

 

 

 

Solo la più piccola era stata preservata, unica testimone dell'impareggiabile concerto, fuso nell'anno 1886 dalla Ditta Bruneri di VaI Camonica. Nell'anno 1962 la Chiesa venne tutta ridipinta, furono rinnovati gli stucchi nonchè eseguite le nuove immagini di Sant' Agostino e Santa Massenza ad opera del pittore Onkè Perzolli di Trento. Nel 1966 furono eseguiti altri lavori di miglioria quali l'impianto di riscaldamento, le doppie porte ed il nuovo altare attualmente usato. Il restauro più importante è stato attuato negli anni 1986-1992, ha interessato tutta la struttura ed è consistito nel rifacimento comple­to del tetto, degli intonaci esterni, delle pitture interne, nel drenaggio delle acque pluviali e nel restauro delle tele. Nel novembre 2002 è stata completata l'elettrificazione delle campane. Attualmente l'edificio si presenta in un ottimo stato di conservazione ed è apprezzato sia dai fedeli che dai visitatori.

 

 

Caratteristiche della Chiesa

 

Il nuovo edificio risulta assai più ampio di quello romanico, misura m32,50 di lunghezza, 14,00 di larghezza e 13,00 in altezza e presenta i caratteri costruttivi del tardo Rinascimento, in conformità ai criteri espressi dal Concilio di Trento (1545-1563). L'edificio è costituito da una sola navata di forma rettangolare che misura m 20,00 per 11,00, abbellita da quattro altari laterali. Il presbiterio, rialzato di circa 70 cm dal piano della navata è congiunto ad essa mediante tre gradini per poi terminare con una profonda abside semicircolare. Al centro del presbiterio è collocato l'Altar Maggiore che rappresenta la principale attrattiva artistica della Chiesa, realizzato in marmo bianco di Carrara, in stile settecentesco, proviene dalla soppressa Chiesa di Santa Giustina di Rovigo. Acquistato dalla comunità di Stenico, su iniziativa del Console locale Sebastiano Sebastiani e del Curato Francesco Amadei, il 29 maggio 1808 fu trasportato a Stenico e collocato in Chiesa nell'anno 1810 in sostituzione del precedente altare in legno ormai vecchio e cadente. Di notevole pregio artistico sono pure il coro in legno di noce, gli stalli corali e le due porte intagliate poste ai lati del presbiterio, opere realizzate dal falegname Francesco Nicolli di Sclemo tra il 1806 ed il 1808.

 

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