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ARCO - 1 SETTEMBRE 2004 TERZA RIABILITAZIONE 

ad Arco

IL centro di riabilitazione cardiologico di Arco

 

Anche quest'anno come nei due precedenti ho fatto il mio ciclo riabitativo all'Eremo di Arco. Quest'anno dato che sono in pensione e vivo dal mese di febbraio a Trento, sono arrivato in clinica con la mia macchina. Dopo il ponte sul Sarca si gira a destra e si è subito nella città di Arco, le montagne restano alle nostre spalle e ci si avvicina attraverso la vasta pianura al lago, quasi non v'è più soluzione di continuo fra le città di Arco e di Riva. La città si vanta di possedere il clima più mite di tutto il Trentino e cio significa che in periodi passati, prima della Grande Guerra, il clima più mite di tutto l'impero Austro Ungarico. Non meravigli che il luogo divenne meta preferita per tutta la gente del nord in cerca di calore e di riposo. E' stato questo clima favorevole a procurare alla città una nuova fioritura, dopo che la fine della guerra, mise fine alle visite altolocate della società di Vienna. La scienza medica riconobbe l'azione propizia di questo clima eccezionale per gli ammalati di tubercolosi e in pochi anni sorse una città sanatoriale per i portatori di questo male che stava diffondendosi sempre più in quegli anni di grande miseria. Gli alberghi di lusso di una volta si trasformarono in sanatori per le cure - mentre - la città è vero si stava di nuovo popolando - però questi nuovi abitanti dirottavano altrove il resto del normale turismo. C'è voluta l'era dei nuovi rimedi così efficaci contro la tubercolosi, dopo la seconda guerra mondiale, per spopolare radicalmente i sanatori. Oggi è sede di un ospedale specializzato in malattie polmonari di ogni genere e tante cliniche per la riabilitazione e in particolare, l'Eremo specializzata per la riabilitazione cardiologica. Quì applicano oltre alle normali cure applicano una tecnica combinata di dieta mista a sport in palestra.

 

    

Il Castello di Arco, sul dosso che sovrasta la città a 20 minuti di ascesa ripidissima

La dieta viene stabilita per ogni soggetto, individualmente, da una dietologa che consiglia e se accettata, settimanalmente viene preso il peso al mattino, e si controlla la sua efficacia. La dietologa tiene anche dei corsi settimanalmente ai malati e alle mogli che saranno le vestali della dieta dopo il trattamento, di tre settimane, in clinica. La parte riguardante la palestra, consiste in uno sforzo fisico controllato su una ciclette per 30 minuti con una resistenza di 70 watt che viene stabilita da uno specifico test da sforzo, che oltre a stabilire lo sforzo massimo sopportabile, stabilisce anche la frequenza cardiaca da tenere durante l'esercizio fisico. In aggiunta alla ciclette del mattino, il pomeriggio si ripete l'esercizio per 30 minuti su un tappeto scorrevole, applicando una velocità di 5 Km per Hora, con una pendenza del 5%. Questo alle due, due e mezza, alle cinque viene fatta un'ora di ginnastica libera per eliminare l'accunulo di acido lattico nei muscoli. Questi esercizi, detti di rilassamento, hanno un'importanza significativa sull'allungamento dei muscoli delle braccia, della schiena e delle gambe. Alcune volte, questi esercizi vengono eseguiti in piscina. Il sabato pomeriggio e tutta la domenica, liberi dalle attività fisiche si va a visitare la città di Arco a piedi. La città è disposta a semicerchio attorno alla rocca del castello, dove i ruderi delle fiere mura, stanno così verticali sopra chi li vuol ammirare, che bisogna allontanarsi verso la periferia per potersi godere in pieno la città. Verso il monte si staccano vicoli stretti, dalla via Segantini verso la rupe uno di questi, con una serie di gradoni porta in alto verso il castello. Il nome della strada ricorda il famoso pittore Giovanni Segantini, nato quì ad Arco nel 1858. Lungo la strada che porta alla piazza principale si incontrano dei bei portali con archi di pietra e blasoni, facciate eleganti, finestre ornate con maschere scolpite e sottopassaggi, cosiddetti "androni" che conducono ai cortili interni. Su un palazzo si può ammirare un lungo dipinto a fregio, con motivi rinascimentali, sotto la sporgenza del tetto. La grande piazza sulla quale si erge la grandissima chiesa dell'Assunta, si chiama oggi: Piazza 3 Novembre. Ciò che colpisce della chiesa è l'altezza, sorretta da enormi lisene che articolano la parte esterna. Esse servono a sostenere l'ampia volta a botte sopra la navata. L'interno è spazioso, del tardo rinascimento (1613-1673)non fa nascere un senso di devozione, ricorda più la chiesa "trionfale" che quella spirituale (com'è la maggior parte delle chiese in questo stile). Agli altari si vedono delle belle pale di artisti locali; l'altare maggiore e anche qualcuno dei laterali sono artistiche costruzioni marmoree. La piazza a nord est della grande chiesa, è circondata da una serie di palazzi di bell'aspetto, come il municipio barocco, che, come taluni degli altri palazzi era di propietà degli Arco, o il palazzo Giuliani con la sua elegante loggia. Sulla grande fontana del Mosè, vicino alla chiesa si vede un enorme stemma dei conti di Arco, con i tre archi sovrapposti, stemma questo, che incontreremo di frequente in queste zone. Poi se c'è voglia e sopratutto energia, si può fare una capatina al castello di Arco, e nell'ascesa, circa 20 minuti, ammirare la città dall'alto. E' un'esperienza indimenticabile la visita alla rocca, già Albert Durer, in occasione di uno dei suoi viaggi in Italia, nel 1495, ci ha lasciato un acquerello delizioso di Arco, conservato oggi al Louvre di Parigi.Durante le tre settmane in cui sono rimasto quì si è svolta nell'ex casinò, la TRAUBENKUR la cura dell'uva che si ripete ogni anno dalla fine del 1800 e gli inizi del 1900, ininterrottamente fino ai giorni nostri. Pare che gli ospiti provenienti dall'elite mittleuropea, si dessero appuntamento alla fine della stagione, per godersi il caldo e benefico clima di questi luoghi. Molti approfittavano per curarsi anche nel corpo, traendo benefici dalla famosa Traubenkur o, per meglio dire, "Cura dell'Uva".

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