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DIARIO

 

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ARCO - 1 SETTEMBRE 2004 TERZA RIABILITAZIONE 

ad Arco

IL centro di riabilitazione cardiologico di Arco

 

Anche la centrifuga non fa allo scopo perché, pur eliminando perfettamente la buccia, frantuma i semi per cui nel succo passano oli minerali in essi contenuti e altre sostanze non sempre ben tollerate. Le indicazioni dell'ampeloterapia sono innumerevoli: molte malattie possono essere curate, o per lo meno attenuate. Specifico valore terapeutico ha per al­cune patologia, fra le quali l'uricemia e la gotta, e basterebbero i benefici effetti su quest'ultima malattia per classificare una così gradevole medicina fra i prodotti più utili che la natura abbia elargito all'uomo. La cura dell'uva viene anche prescritta a scopo dimagrante e, in questo caso, si debbono consumare soltanto due chilogrammi di uva al giorno (che corrispondono a circa 1200-1500 calorie), e niente altro, avendo cura di frazionare tale quantità durante il corso della giornata, in modo da non risentire eccessivamente degli stimoli della fame. Sono sempre da tenere bene presenti le controindicazioni: un certo limite è posto ai diabetici, specialmente a quelli con elevata glicemia e glicosuria; ai soffe­renti di malattie renali, specie a quelli con alterazioni del ricambio idrosalino e con edemi; agli ipertesi, specie se adiposi e pletorici; ai colitici in genere e particolarmente a quelli affetti da colite ulcerosa e da colite fermentativa; agli obesi, a meno che la cura sia limitata a solo due chilogrammi di uva nelle ventiquattro ore con l'esclusione di ogni altro cibo. Considerata obiettivamente e bandita ogni esagerazione nella sua applicazione, la cura dell'uva è un'ottima terapia stagionale, disintossicante, utilissima nel trattamento della piccola patologia. Purtroppo è molto breve il periodo della maturazione, raccolta e vendita dell'uva fresca, sicché l'ampeloterapia è necessariamente limitata nel tempo; infatti questa cura non è attuabile con i succhi conservati, dato che essi col tempo perdono la loro efficacia terapeutica.

 

L'AMPELOTERAPIA IN BREVE

Che cos'è: una dieta basata sul consumo di uva.

Quando è nata: è conosciuta dai tempi degli antichi Greci e Romani.

Che cosa cura: ha l'effetto di disintossicare l'organismo. É utile alla gotta, l'uricemia e l'obesità.

Come cura: con la prescrizione di un periodo di tempo - circa trenta giorni in cui è consentito il consumo di sola uva in quantità variabili.

A chi non è indicata: ai diabetici, ai sofferenti di reni, agli ipertesi, a chi soffre di colite.

Da sapere: gli obesi possono consumare solo due chilogrammi di uva al giorno con esclusione di qualsiasi altro cibo.

 

L’ AMPELOTERAPIA: CURA DELL'UVA PER DlSINTOSSICARSI

L'ampeloterapia (la parola ampelolerapia deriva dal greco ampelos che significa uva) risale a tempi antichissimi e ne parlano già autori greci e roma­ ni. Si tratta di un regime dietetico di grande valore  terapeutico da mettere in opera razionalmente, Sotto la guida di un medico, Generalmente si crede che la cura dell'uva consista unicamente nel mangiare a caso mezzo chilo fino a due chili di uva al giorno; l'ampeloterapia va invece attuata scientificamente. In Italia, come in moltissimi altri paesi, sono sorti istituti di cura specializzati in ampeloterapia come quello di Ranola in provincia di Parma, di Gries in provincia di Bolzano e uno vicino a Merano. Ed ecco le regole principali della cura dell'uva. bisogna in primo luogo scegliere il tipo più adatto di uva, perché non tutte le uve sono indicate. L'uva da tavola, per rispondere a doti nutritive e anche di buona sapidità, deve avere grappoli spargoli (cioè non ammassati), acini grandi, buccia sottile, cioè non dura al dente, polpa soda e croccante, sapore zuccherino più o meno aromatico. I grappoli devono essere di media grandezza e di un bel colore, dal gial­lo dorato al viola rosato, secondo i tipi e, in genere, deve trattarsi di uve precoci. A stagione inoltrata, quando la precocità è ovviamente superata, bisogna allora notare i caratteri esterni. Ottime sono le uve apirene (senza i vinaccioli interni), cioè quelle che si essicano per le varie uve passite, passerine, zibibbi, ecc.; 

sono uve consigliabili anche quando la grandezza dell'acino è piuttosto modesta.  II moscato non è ben tollerato in notevoli quantità e ancor meno lo sono le uve che servono per prepa­rare i vini da pasto e quelli ad alta gradazione alcolica. L'uva selezionata e matura, deve essere lavata a lungo sotto un forte getto di acqua corrente per allontanare qualunque traccia di sporcizia e particolarmente di tutti gli anticrittogamici che vengono di solito spruzzati sulla vite. L'ampeloterapia deve essere adattata a ogni singolo paziente, secondo l'età, il sesso, il peso, la costituzione e, ancora, secondo la malattia in atto.  In linea di massima i medici specialistici consigliano di cominciare la cura con un chilo di uva al giorno divisa in tre pasti: On terzo al mattino, un terzo al pomeriggio, un terzo la sera. Si passa poi a due chilogrammi al giorno, quantità possibilmente da non superare. Gli specialisti raccomandano, quando si mangia l'uva, di eliminare la buccia, sempre indigesta e in grado di provocare intolleranze; di eliminare anche i semi in quanto possono facilmente provocare un'eccessiva stimolazione meccanica dell'intestino con conseguenti diarree fastidiose e dolorose.

 

IL METODO BRANDT

Ippocrate, il padre della medicina, vissuto nel V secolo a.C., attribuì all'uva particolari virtù terapeutiche.Plinio, Celso e soprattutto Dioscoride e Galeno lodarono le virtù dell'uva. La tradizione continuò con la Scuola Medica Salernitana; nel XVIII secolo vi erano molte stazioni specializzate per la cura a base di uva. Circa cento anni fa era comune in Francia e in Italia lasciare i malati liberi nei vigneti e permettere loro di mangiare uva a sazietà: non si sa bene se anche altri cibi potevano essere inclusi nel trattamento. La Germania sembra essere stata il centro di questo sistema terapeutico naturale; la cura dell'uva è stata in questo paese propa­gandata da Herman Rieder e da Martin Zeller. Questi due medici prescri­vevano il succo di uva appena spremuto da bere cinque volte al giorno: il trattamento completo, da intraprendere nei mesi di settembre ottobre, durava da quattro a sei settimane e si basava sull'assunzione di notevoli quantità di succo, circa 6 litri al giorno. In Germania l'uva è ancora chiamata la regina dei frutti e molti sono gli istituti in questa zona dove viene praticata l'ampeloterapia.Negli Stati Uniti l'interesse di questo metodo terapeutico è stato creato, ed è ancora in atto, attraverso la vendita e la distribuzione del libro The grape pure di Johanna Brandt, nel quale insegna al lettore come trattare, con la cura dell'uva, certe malattie. La Brandt afferma: "Il segreto della cura risiede nel fatto che l'uva non è mescolata con nessun altro cibo. Quando è presa da sola, le proprietà mediche dell'uva sono meravigliose; quando invece viene mescolata con altre sostanze nel laboratorio dello stomaco si trasforma chimicamente in veleno. Mescolata con altro cibo, l'uva più di ogni altra frutta, è soggetta a fermentazione". Secondo il metodo propugnato dalla Brandt l'ampeloterapia deve essere preceduta da un cambiamento di dieta, e il modo migliore è di digiunare per due o tre giorni, bevendo solamente acqua pura ed effettuando un enteroclisma al giorno. Mediante questo breve digiuno tutte le complicazioni possono essere evitate. Lo stomaco viene ripulito da ogni veleno e da ogni accumulo di fermentazione e l'uva può svolgere più rapidamente la sua azione terapeutica. La cura comincia alle 8 del mattino, ma una mezz'ora prima il paziente deve bere uno o due bicchieri di acqua minerale; mezz'ora più tardi può prendere il suo primo pasto di uva da ripetere ogni due ore fino alle 8 di sera. In totale si devono fare sette pasti al giorno. Questo ritmo deve essere mantenuto per una o due settimane, fino a un massimo di uno o due mesi in particolari casi. É indicata l'uva di buona qualità, specialmente quella senza semi. La quantità varia secondo le condizioni digestive del paziente; è con­sigliabile iniziare con quantità modeste (da g.25 a g.75 al pasto) per aumen­tare gradualmente fino a raddoppiarle. Dopo alcuni giorni si può anche arrivare a g. 250 a pasto. Comunque bisogna tenere presente che la quantità minima giornaliera deve essere non inferiore a g. 450 e che non si devono mai superare i 2 kg. al giorno.

 

 

DATI ANALITICI DELL'UVA

 

 

 

Uva (Vitis vinifera)

 

 

 

 

 

fresca

 

passita

Acqua

 

per 100 gr

80,9

 

24

Protidi

 

per 100 gr

0,7

 

2,3

Lipidi

 

per 100 gr

0,5

 

0,5

Glicidi

 

per 100 gr

16,5

 

71

Cellulosa

per 100 gr

0,5

 

 

Ceneri

 

per 100 gr

0,5

 

 

Calorie

per 100 gr

70

 

290

Elementi minerali:

 

 

 

 

Ca

mg/100g

22

 

78

 

P

 

25

 

130

 

Fe

 

0,5

 

3,3

 

Na

 

2

 

30

 

K

 

200

 

708

 

Mg

 

10

 

9

 

Mn

 

0.09

 

---

 

CI

 

2

 

100

 

S

 

9

 

42

 

F

mcg/100g

16

 

 

 

J

 

0,7

 

 

Vitamine:

 

 

 

 

 

A

mg/100 9

0,03

0,02

 

 

81

 

0,04

0,015

 

 

82

 

0,04

0,08

 

 

C

 

4

tracce

 

 

PP

 

0.04

0,5

 

 

 

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